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Cosa sono gli ETF

 

COSA SONO GLI ETF

 

 

Un particolare tipo di fondo d'investimento, detto anche Sicav, è quello dell'ETF (Exchange Traded Fund). Si distingue dagli altri tipi di fondi di investimento perché è negoziato in Borsa come un'azione e soprattutto, per definizione, perché ha come obiettivo di investimento quello di replicare il benchmark (l'indice di riferimento) in modo passivo.

 

Siccome è una via di mezzo tra un fondo e una azione, l'investitore si ritrova con entrambi i vantaggi alla portata di mano, ovvero: sfrutta la capacità dei fondi di diversificare e ridurre il rischio e la negoziazione informativa in tempo reale, flessibile e trasparente, propria delle azioni.

 

 

Passiamo ora a spiegare quali possibilità offrono gli ETF:

 

·     Tramite una sola operazione di acquisto si potranno prendere posizioni in tempo reale investendo su un intero indice di mercato con i prezzi esatti di quel determinato istante. Si può investire ad esempio su FTSEMIB, MIB, NAX, Nasdaq100 o S&P500;

 

 

·     L'andamento dell'indice benchmark viene imitato alla perfezione grazie alla funzione principale dell'ETF: replicando tutte le funzioni matematiche dell'indice a cui riferisce, permette una gestione dell'investimento totalmente passiva. Nel caso di valute di riferimento diverse dall'euro, si applicheranno delle differenze (positive o negative) di valutazione della moneta, comportando una variazione nell'andamento dell'indice;

 

 

 

·     Il rischio di acquistare o vendere a premio un ETF è ridotto (ma non eliminato totalmente) grazie al fatto che il prezzo di mercato è sempre aderente al NAV (Net Asset Value). Questo è possibile perché i partecipanti sono autorizzati a rimborso e alla creazione di quote, scambiando gli ETF con tutti i titoli che compongono l'indice di riferimento. Il meccanismo è chiamato creation/redemption in kind e di conseguenza fa si che il prezzo in Borsa sia costantemente allineato al valore ufficiale dell'ETF (appunto, il NAV);

 

 

 

·     Si accede facilmente ad un intero indice di mercato, usufruendo di un intero paniere di titoli, tutti diversificati, diminuendo il rischio dell'investimento;

 

 

 

·     Tutti gli ETF sono caratterizzati da un'unica commissione totale annua chiamata TER. Viene applicata in base a quanto tempo si detiene il titolo, eliminando le altre commissioni di entrata, uscita e performance. Tutto ciò comporta un risparmio in termini economici, costituendo un ulteriore vantaggio per l'utilizzo degli ETF. Chiaramente le commissioni imposte dalla propria banca o broker vanno comunque pagate per ogni acquisto o vendita;

 

 

 

·     Gli interessi o i dividendi incassati per mezzo delle azioni possedute si possono distribuire agli investitori con cadenza periodica o addirittura capitalizzarli nel patrimonio dell'ETF stesso. Anche con i proventi periodici quindi ci sono vantaggi interessanti;

 

 

 

·     L'insolvenza viene sempre evitata, anche in caso di fallimento delle società che gestiscono le attività. Questi strumenti infatti sono Fondi Comuni di Investimento OICR (o Sicav) che possiedono un patrimonio separato rispetto a quello delle società di amministratrici. Gli ETF quindi sono privi dei rischi dovuti alle diverse emittenze.

 

 

 

Del resto, è affetto dal rischio della perdita di valore delle azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari, ma questo è un problema dovuto alla natura degli strumenti stessi e non del sistema di ETF.

 

Sia che si voglia investire a medio-lungo termine, fare trading intraday o prendere una posizione ribassista sull'indice benchmark vendendo allo scoperto, l'ETF resta la scelta migliore da fare. In più è possibile anche costruire un piano di accumulo PAC con versamenti periodici più o meno grandi provenienti da ogni investitore grazie alla facile diversificazione del portafoglio e la precisa riproduzione dell'indice benchmark.

 

 

 

Liquidità

Per la creazione di nuove quote o azioni, o per chiedere il rimborso dell'investimento, si richiede ai partecipanti all'investimento di operare su titoli già presenti nell'indice benchmark.

 

In questo modo si crea anche un legame tra liquidità dell'ETF e liquidità del mercato sottostante,  per cui tutte le condizioni di spread e di controvalore che si possono trovare nel mercato originario sono le stesse con cui si ha a che fare nel mercato ETF considerato.

 

Ad ogni modo, un operatore specialista avrà il ruolo di inviare continuamente ordini in denaro e lettera, a seconda di una quantità definita dalla Borsa Italiana che dipenderà dallo spread attuale. In breve con la sua presenza è garantita la massima liquidità nel mercato.

 


Così come quelli originali, gli ETF strutturati sono fondi OICR negoziabili senza essere influenzati dal tempo (o meglio, le operazioni si attuano in tempo reale, come funziona per le azioni). Se si sceglie nel momento giusto, si potranno ricavare dei profitti considerevoli. Oltre a sapere come utilizzare questa tecnica inoltre:

 

 

 

·     Vi è una partecipazione ETF detta “a leva” che permette di operare in funzione dell'andamento di un indice;

 

 

·     C'è un altro tipo di partecipazione che va al contrario dei movimenti del mercato di riferimento, detto ETF short e può essere con o senza “leva”.

 

 

·     Nonostante si partecipi ad eventuali rialzi dell'indice di riferimento, il portafoglio può rimanere protetto. È il caso della tecnica chiamata ETF protective put.

 

 

·     Assumere una posizione lunga sul benchmark e vendere sullo stesso indice un opzione call con strike out of the money del 5% (strategia buy-write o covered call) fa parte di manovre di investimento complicate ma comunque possibili all'interno di questo mercato.

 

 

 

Così come negli ETF comuni, anche in quelli strutturati abbiamo un atteggiamento di investimento di tipo passivo e che non richiede troppa attività: l'investitore deve semplicemente scegliere il modello matematico che gestirà il nostro patrimonio e lasciare che sia il sistema ad occuparsi del resto.

 

Gli authorised partecipant possono assicurare che il prezzo di mercato sia sempre corrispondente al NAV del fondo, creando e/o riscattando le quote ogni volta che vogliono, proprio come funziona con gli ETF semplici. In questo modo si garantisce anche che l'ETF che si è venuto a formare abbia una liquidità direttamente proporzionale al mercato cui riferisce.

 


L'ETF strutturato offre:

 

·     Una performance massimizzata per ogni strategia: l'investitore può unire una strategia passiva (unendo i benefici dovuti ad un investimento in singolo con quelli ottenuti con un investimento in ETF) a quella dinamica, grazie ad una gestione chiara e trasparente delle risorse del portafoglio.

 

 

·     Un risparmio al proprio portafoglio: i costi di gestione sono dovuti solamente alla commissione totale annua TER, applicata in modo ridotto in base al periodo di detenzione, eliminando ogni tipo di commissione di entrata, di uscita e di performance. Oltre a imitare il mercato di riferimento, con gli ETF strutturati è possibile assumere strategie di investimento più elaborate senza dover necessariamente aumentare i costi di gestione. Come già detto l'investitore dovrà solo occuparsi di pagare i costi dovuti alla banca o al broker per la possibilità di vendere o comprare sul mercato.

 

 

·     Gli interessi o i dividendi incassati per mezzo delle azioni possedute si possono distribuire agli investitori con cadenza periodica o addirittura capitalizzarli nel patrimonio dell'ETF stesso. Anche con i proventi periodici quindi ci sono vantaggi interessanti.

 

 

·     L'insolvenza viene sempre evitata, anche in caso di fallimento delle società che gestiscono le attività. Questi strumenti infatti sono Fondi Comuni di Investimento OICR (o Sicav) che possiedono un patrimonio separato rispetto a quello delle società di amministratrici. Gli ETF quindi sono privi dei rischi dovuti alle diverse emittenze.

 

 Questi ultimi due punti sono identici a quelli degli ETF di base.

 

Per approfondire

http://www.giocareinborsa.com/etf

https://it.wikipedia.org/wiki/Exchange-traded_fund

 

 

 

Ftse Mib

 

FTSE MIB (si pronuncia futsi mib) è l'acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa. Si tratta di un indice estremamente importante, anzi, per essere precisi, il FTSE MIB è il più importante indice azionario dell'intera Borsa italiana. È una sorta di contenitore che racchiude tutte le 40 società italiane ed estere che hanno una maggiore capitalizzazione sui mercati gestiti da Borsa Italiana.

 

Il FTSE MIB nasce nei primi anni del 2000, a seguito della fusione tra Borsa Italian (S&P Mib) e il London Stock Exchange: nacque il London Stock Exchange Group e, il 1° giugno 2009, venne presentato l'indice per come oggi lo conosciamo. Per capire l'importanza del FTSE MIB basta ricordare che esso rappresenta l'80% circa dell'intera capitalizzazione del mercato azionario italiano.

 

STORIA DEL MIB

 

Nel 2012, esattamente il 24 luglio, il Ftse Mib conobbe quello che era destinato ad essere l'inizio di un lungo periodo di discesa dell'indice (che costò un totale di 12.295,80 punti). La causa fu la speculazione che in quel periodo gravava sui titoli di stato e che aveva di conseguenza contagiato l'intero sistema bancario.

 

Il recupero avvenne in modo lento ma costante: il 10 giugno 2014, grazie anche al sostegno della BCE, il Ftse Mib toccò l'apice del 22.502,97 punti, ovvero il suo massimo storico. Questo momento felice però non durò a lungo: l'indice non riuscì a restare per molto nel range dei 22.000 punti, a causa anche della mancanza di crescita che infettava l'intera Eurozona, Italia compresa, nato dalla paura dello scoppio imminente di una nuova crisi del debito. Per questo motivo il 2014 si chiuse con un non esaltante rialzo annuo dello 0,23%.

 

Il 2015 fu un anno decisamente più positivo per il Ftse Mib: la BCE fu in larga parte responsabile di questo successo perché le sue politiche si fecero più generose ed espansive. Venne lanciato il Quantitative Easing, ovvero un potente acquisto di titoli di stato sovrani messi all'asta per tamponare gli effetti della crisi greca, unitamente ad un piano di aiuti della durata pari a quattro mesi. Ne conseguirono i primi cenni di rialzo per l'Indice Pmi e per l'intera Eurozona.

 

Un nuovo record ha detronizzato quello del 2014: il Ftse Mib raggiunge i  24.081,74 punti il 15 aprile 2015. Ma la crisi greca non è affatto risolta e le crescenti tensioni in Eurozona si fanno sentire anche sull'andamento dell'indice, che comunque riesce a passare il 2% di rialzo per tre chiusure consecutive, proprio nei giorni in cui si discutevano i dettagli dell'accordo che salvava la Grecia dall'uscita dell'Euro.

 

Arriviamo così a settembre 2015, dove l'indice è stabilizzato sui 22.000 punti.

 

LE AZIENDE DELL'INDICE FTSE MIB (aggiornato)

 

Ecco l'elenco aggiornato di tutte le aziende che compongono il FTSE MIB ad oggi, comprensivo di indicazioni circa la capitalizzazione in €, il loro peso percentuale sull'indice e la sede.

 

 

 

A2A S.p.A

 

Codice: A2A

 

Settore: Energia e Ambiente

 

Capitalizzazione:3.452.720.000

 

Sede legale: Brescia

 

Persone chiave: Giovanni Valotti (P), Luca Valerio Camerano (AD)

 

 

 

ANSALDO STS S.p.A

 

Codice: STS

 

Settore: Trasporti

 

Capitalizzazione: 1.890.300.000

 

Sede legale: Genova

 

Persone chiave: Sergio De Luca (P), Stefano Siragusa (AD)

 

 

 

ATLANTIA S.p.A

 

Codice: ATL

 

Settore: Trasporti

 

Capitalizzazione: 14.861.964.782

 

Sede legale: Roma

 

Persone chiave: Fabio Cerchiai (P), Giovanni Castellucci (AD)

 

 

 

AZIMUT

 

Codice: AZM

 

Settore: Servizi finanziari

 

Capitalizzazione: 3.428.180.391

 

Sede legale: Milano

 

Persone chiave: Pietro Giuliani (P)

 

 

 

BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.A

 

Codice: BMPS

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 2.098.004.531

 

Sede Legale: Siena

 

Persone Chiave: Fabrizio Viola (AD)

 

 

 

BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA, SOCIETA' COOPERATIVA

 

Codice: BPE

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 2.688.478.603

 

Sede Legale: Modena

 

Persone Chiave: Ettore Caselli (P), Alessandro Vandelli (AD)

 

 

 

BANCA POPOLARE DI MILANO S.c.r.l

 

Codice: PMI

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 1.621.916.521

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Giuseppe Castagna (CD)

 

 

 

BANCA POPOLARE, SOCIETA' COOPERATIVA

 

Codice: BP

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 2.550.354.838

 

Sede Legale: Verona

 

Persone Chiave: Carlo Fratta Pasini (P), Pier Francesco Savotti (AD)

 

 

 

BUZZI UNICEM S.p.A

 

Codice: BZU

 

Settore: Cemento

 

Capitalizzazione: 2.419.603.702

 

Sede Legale: Casale Monferrato (AL)

 

Persone Chiave: Enrico Buzzi (P)

 

 

 

CAMPARI – MILANO S.p.A

 

Codice: CPR

 

Settore: Bevande

 

Capitalizzazione: 3.581.270.880

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Luca Garavoglia (P)

 

 

 

CNH INDUSTRIAL N.V

 

Codice: CNHI

 

Settore: Veicoli Industriali

 

Capitalizzazione: 11.007.419.505

 

Sede Legale: Amsterdam (Paesi Bassi)

 

Persone Chiave: Sergio Marchionne (P)

 

 

 

ENEL S.p.A

 

Codice: ENEL

 

Settore: Energia

 

Capitalizzazione: 35.255.069.045

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Maria Patrizia Grieco (P), Francesco Starace (AD)

 

 

 

ENEL GREEN POWER S.p.A

 

Codice: EGPW

 

Settore: Energia

 

Capitalizzazione: 9.945.500.000

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Alberto De Paoli (P), Francesco Venturini (AD)

 

 

 

ENI S.p.A

 

Codice: ENI

 

Settore: Petrolio e Gas

 

Capitalizzazione: 62.932.823.941

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Emma Marcegaglia (P), Claudio Descalzi (AD)

 

 

 

EXOR S.p.A

 

Codice: EXO

 

Settore: Holding

 

Capitalizzazione: 7.290.619.629

 

Sede Legale: Torino

 

Persone Chiave: John Elkann (P) (AD)

 

 

 

FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES N.V

 

Codice: FCA

 

Settore: Autoveicoli e Editoria

 

Capitalizzazione: 21.320.000.000

 

Sede Legale: Amsterdam (Paesi Bassi)

 

Persone Chiave: John Elkann (P), Sergio Marchionne (AD)

 

 

 

FINMECCANICA S.p.A

 

Codice: FNC

 

Settore: Aeronautica e Difesa

 

Capitalizzazione: 4.157.999.826

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Mauro Moretti (AD)

 

 

 

GENERALI S.p.A

 

Codice: G

 

Settore: Assicurazioni

 

Capitalizzazione: 25.708.804.210

 

Sede Legale: Trieste

 

Persone Chiave: Gabriele Galateri di Genola (P), Mario Greco (CEO)

 

 

 

INTESA SANPAOLO S.p.A

 

Codice: ISP

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 34.312.348.985

 

Sede Legale: Torino

 

Persone Chiave: Carlo Messina (CD)

 

 

 

ITALCEMENTI S.p.A

 

Codice: IT

 

Settore: Cemento

 

Capitalizzazione: 3.463.870.000

 

Sede Legale: Bergamo

 

Persone Chiave: Giampiero Pesenti (P)

 

 

 

LUXOTTICA S.p.A

 

Codice: LUX

 

Settore: Occhiali

 

Capitalizzazione: 19.056.433.711

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Leonardo Del Vecchio (P)

 

 

 

MEDIASET S.p.A

 

Codice: MS

 

Settore: Media e Comunicazione

 

Capitalizzazione: 4.857.680.234

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Fedele Confalonieri (P), Pier Silvio Berlusconi (VP) (AD)

 

 

 

MEDIOBANCA S.p.A

 

Codice: MB

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 6.115.567.438

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Renato Pagliaro (P), Alberto Nagel (AD)

 

 

 

MEDIOLANUM S.p.A

 

Codice: MED

 

Settore: Assicurazioni e Bancario

 

Capitalizzazione: 4.901.522.586

 

Sede Legale: Basiglio (MI)

 

Persone Chiave: Ennio Doris (AD)

 

 

 

MONCLER S.p.A

 

Codice: MONC

 

Settore: Tessile

 

Capitalizzazione: 3.330.760.000

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Remo Ruffini (P)

 

 

 

PIRELLI & C. S.p.A

 

Codice: PC

 

Settore: Gomma

 

Capitalizzazione: 5.937.475.341

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Marco Tronchetti Provera (CEO)

 

 

 

PRYSMIAN S.p.A

 

Codice: PRY

 

Settore: Cavi

 

Capitalizzazione: 4.077.800.428

 

Sede Legale: Milano (MI)

 

Persone Chiave: Valerio Battista (CEO)

 

 

 

SAIPEM S.p.A

 

Codice: SPM

 

Settore: Petrolifero

 

Capitalizzazione: 7.428.671.662

 

Sede Legale: San Donato Milanese (MI)

 

Persone Chiave: Stefano Cao (AD) (CEO)

 

 

 

SALVATORE FERRAGAMO S.p.A

 

Codice: SFER

 

Settore: Tessile

 

Capitalizzazione: 3.911.675.911

 

Sede Legale: Firenze

 

Persone Chiave: Ferruccio Ferragamo (P)

 

 

 

SNAM S.p.A

 

Codice: SRG

 

Settore: Gas Naturale

 

Capitalizzazione: 13.905.972.993

 

Sede Legale: San Donato Milanese (MI)

 

Persone Chiave: Carlo Malacarne (AD)

 

 

 

STMICROELECTRONICS N.V.

 

Codice: STM

 

Settore: Elettronica

 

Capitalizzazione: 5.569.861.413

 

Sede Legale: Amsterdam (Paesi Bassi)

 

Persone Chiave: Carlo Bozotti (P) (CEO)

 

 

 

TELECOM ITALIA S.p.A

 

Codice: TIT

 

Settore: Telecomunicazioni

 

Capitalizzazione: 11.651.360.597

 

Sede Legale: Milano

 

Persone Chiave: Giuseppe Recchi (P), Marco Patuano (AD)

 

 

 

TENARIS S.A.

 

Codice: TEN

 

Settore: Siderurgia

 

Capitalizzazione: 18.179.676.914

 

Sede Legale: Lussemburgo (Lussemburgo)

 

Persone Chiave: Paolo Rocca (P) (CEO)

 

 

 

TERNA – RETE ELETTRICA NAZIONALE S.p.A

 

Codice: TRN

 

Settore: Trasmissione di energia elettrica

 

Capitalizzazione: 7.473.753.254

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Matteo Del Fante (AD)

 

 

 

TOD'S S.p.A

 

Codice: TOD

 

Settore: Calzature

 

Capitalizzazione: 3.036.764.795

 

Sede Legale: San'Elpidio a Mare (FM)

 

Persone Chiave: Diego Della Valle (P) (AD)

 

 

 

UNIONE DI BANCHE ITALIANE S.p.A

 

Codice: UBI

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 5.489.935.481

 

Sede Legale: Bergamo

 

Persone Chiave: Victor Massiah (CD)

 

 

 

UNICREDIT S.p.A

 

Codice: UCG

 

Settore: Bancario

 

Capitalizzazione: 33.906.243.482

 

Sede Legale: Roma

 

Persone Chiave: Federico Ghizzoni (AD)

 

 

 

UNIPOL S.p.A

 

Codice: UNI

 

Settore: Finanziario

 

Capitalizzazione: 2.832.750.000

 

Sede Legale: Bologna

 

Persone Chiave: Carlo Cimbri (AD)

 

 

 

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI S.p.A

 

Codice: US

 

Settore: Cemento

 

Capitalizzazione: 5.277.475.971

 

Sede Legale: Bologna

 

Persone Chiave: Fabio Cerchiai (P), Carlo Cimbri (AD)

 

 

 

YOOK NET-A-PORTER GROUP S.p.A

 

Codice: YNAP

 

Settore: E-commerce

 

Capitalizzazione: 1.668.520.000

 

Sede Legale: Zola Predosa (BO)

 

Persone Chiave: Federico Marchetti (AD)

 

 

 

 

 

Trading binario

TRADING BINARIO

 

Che cos'è il trading binario?

 

Il trading binario è un metodo di guadagno che sta avendo grande successo tra i traders, gli operatori finanziari più esperti e tra chi si avvicina per la prima volta al mondo del trading senza sapere nulla di finanza, mercati, borsa, forex, materie prime o azioni.

 

Il trading binario si basa sull'acquisto di contratti che si possono comprare su un mercato gestito dai singoli broker di opzioni binarie. Si effettuano delle operazioni finanziarie legate ai cosiddetti sottostanti (conosciuti anche con il termine di assets): scelto un asset si dovrà fare un pronostico sull'andamento del suo prezzo; quindi non si compra direttamente il sottostante ma un contratto che dà diritto ad un guadagno o ad una perdita già fissate in base all'esito positivo o meno della scelta (opzione).

 

Come funziona il trading binario?

 

Per spiegare come si può operare attraverso il trading binario in modo semplice e veloce conviene fare direttamente un esempio con delle istruzioni pratiche e delle descrizioni generali (per chi cerca dettagli più approfonditi consigliamo di consultare gli altri articoli presenti nel sito). 

 

Per prima cosa bisogna scegliere il broker a cui affidare i propri investimenti. Si tratta di una scelta delicata: il broker dev'essere regolamentato dai principali organismi di controllo (italiani ed esteri) e deve fornire numerose garanzie. Consigliamo ai nostri lettori di aprire un conto trading con Plus500, 24Option o TopOption.

 

Una volta iscritti sarà necessario effettuare un primo deposito tramite carta di credito, PayPal, bonifico bancario o un altro metodo (se previsto). Per iniziare basta investire 100€. Dopo il primo deposito si potrà iniziare ad effettuare le prime operazioni: si decide innanzitutto su quale oggetto andare ad investire, che può essere  il cambio EUR/USD oppure un altro cambio di valuta, un indice borsistico, una materia prima, un'azione di borsa. In linguaggio tecnico si potrebbe dire che stiamo selezionando un asset.

 

Fatto questo si passa a scegliere il tipo di opzione binaria con cui investire, il trading binario pffre tre diverse opzioni:

 

-      Tocca o non tocca: con questa tipologia di trading bisogna indovinare se il prezzo del sottostante prima della scadenza dell'opzione toccherà o meno un prezzo già prefissato;

 

-      Alto o basso: in questo caso si deve prevedere se il prezzo del sottostante alla scadenza chiuderà sopra o sotto il prezzo attuale del sottostante.

 

-      Intervallo: bisogna indovinare se il prezzo del sottostante alla chiusura dell'opzione chiuderà all'interno di un intervallo di prezzi prefissato oppure al di fuori.

 

 

 

Adesso resta solo da scegliere il tempo di scadenza dell'opzione (che può corrispondere a diversi giorni oppure qualche ora o addirittura pochi secondi) e comprare l'opzione, aspettando che arrivi il tempo di scadenza prefissato. Le previsioni indicano che si guadagna mediamente l'80% del capitale investito se al momento della scadenza il valore dell'asset rientra o meno nelle nostre previsioni.

 

Tutte le domande più frequenti sul trading in opzioni binarie

 

1.     Cosa sono le opzioni binarie?

 

Riconosciute e regolamentate ufficialmente in Europa da organi di controllo finanziario come Cysec, FSA e Consob (in Italia), le opzioni binarie (dette anche a due vie per l'inevitabile esito finale SI/NO) sono uno strumento finanziario legale e non legato al gioco d'azzardo.

 

2.     Quali sono i tipi di occupazioni binarie?

 

      Call-Put: Alla scadenza del tempo stabilito al momento dell'acquisto, l'investitore avrà un guadagno o una perdita se il prezzo dell'asset sottostante sarà maggiore o minore rispetto a quello iniziale, in base a ciò che ha scelto in precedenza.

 

      Touch-Not Touch: In questo caso il trader deve indovinare se il prezzo del sottostante selezionato, entro la scadenza scelta, toccherà o meno un livello di prezzo proposto dal broker.
Ad esempio se il cambio euro dollaro quota 1.70 ed abbiamo a disposizione un opzione binaria di tipo tocca/non tocca con obiettivo 1.72 a scadenza 10 minuti. Questo significa che dobbiamo prevedere se entro 10 minuti il cambio raggiungerà il prezzo di 1.72 oppure no. Se indovineremo avremo chiaramente un profitto, in caso contrario una perdita del capitale investito. Non importa a quanto chiude il prezzo alla scadenza ma solo ed esclusivamente se il "target" di prezzo proposto verrà raggiunto anche solo una volta oppure no.

 

      Opzioni intervallo: bisogna essere in grado di prevedere se un prezzo, alla scadenza stabilita, sarà all'interno di un range di prezzi fissato dal broker oppure no.
Se ad esempio ci viene proposto un range 1.70 - 1.72 e scegliamo una scadenza di 5 minuti dovremo indovinare se allo scadere dei 5 minuti il prezzo del cambio sarà compreso oppure no tra 1.70 ed 1.72. In genere questa opzione binaria viene utilizzata soprattutto nei momenti di mercato piatto.

 


3) Quanto si può guadagnare ed in quanto tempo?

 

Precisato ancora che il tempo da attendere è stabilito dall'investitore (possono anche essere scelte scadenze di un minuto o due), I guadagni in media vanno dal 60% ad oltre il 300% nelle modalità più rischiose. Ogni piattaforma ha i suoi valori di ritorno ma solitamente ci troviamo intorno l'85%.

 


4) Per chi è adatto il trading binario?

 

Il mondo degli investimenti è rischioso e pieno di incertezze, pertanto nonostante la semplicità di utilizzo che può far pensare a chiunque di gettarsi nella bufera del mercato, solamente chi ha una certa propensione al rischio risulterà adatto a questo strumento di investimento. Questo perchè ci sono rendimenti alti tanto quanto lo sono i rischi di perdere il proprio capitale! Il trading binario è conveniente e potenzialmente redditizio se si è disposti ad imparare come funziona e come agire, ma soprattutto richiede avere la predisposizione giusta. In fondo si sa che ogni investimento è un rischio e quelli più sicuri fruttano guadagni pari a 0.

 


5) Come guadagnano i broker?

 


A questo punto ci si potrebbe chiedere come guadagnano queste piattaforme. La risposta è semplice: sul volume di affari.È vero, sia se vinciate o perdiate loro guadagneranno lo stesso, ma a lungo andare un trader perdente deciderà di smettere di investire comportando comunque una perdita per i broker. Il loro interesse quindi è quello di farvi guadagnare e quindi investire il più possibile, in modo da aumentare i profitti di tutti.

 

Come imparare a giocare in borsa

 

COME IMPARARE A GIOCARE IN BORSA DA ZERO

 

Sono sempre di più le persone incuriosite dalle operazioni di borsa ed in particolare agli investimenti senza effettuare trading o speculazioni più veloci, che cercano di capire ed imparare come funziona questo “gioco”. Sono gli investimenti semplici che si fanno in Banca.

 

Nonostante la crisi economica molte persone riescono ogni giorno, evitando tanta burocrazia e una tassazione certa e stabilita, ad avvistare delle opportunità di investimento sui mercati obbligazionari ed azionari di buon livello.

 

A differenza dell’investimento immobiliare che raramente permette di liquidare tutto l'investimento fatto quando si vuole,  con gli investimenti finanziari si può fare con qualsiasi acquisto di strumenti finanziari: questo è uno dei vantaggi più grandi da non dimenticare mai.

 

E' davvero possibile imparare a giocare in borsa partendo da zero?

 

Le domande che si pongono i neo investitori sono sempre le stesse:

 

·      come faccio ad investire in Borsa?

 

·      come faccio a non rimetterci?

 

·      quali azioni mi conviene acquistare?

 

·      qual'è il momento giusto per vendere?

 

·      cosa posso fare se l'investimento è in perdita?

 

La verità è che tutti sanno comprare e vendere in Borsa ma non molti sanno quali siano i momenti giusti per comprare e quando vendere! Queste domande trovano risposta quando si impara ad investire in Borsa, attraverso lo studio e la pratica. Ci viene in aiuto startborsa.com il portale di riferimento per iniziare a giocare in borsa senza nessuna conoscenza pregressa

 

Fare investimenti in Borsa in maniera casuale porta solo a perdite: si tratta di un investimento economico che dev'essere supportato da una buona dose di conoscenze per poter essere remunerativo a lungo termine. Per questo è importante imparare ad investire in borsa partendo con il piede giusto.

 

I cinque steps che ogni nuovo traders deve seguire per imparare a giocare in borsa

 

 

 

1.     Imparare a conoscere il funzionamento dei mercati azionari

 

Per spiegare al meglio la composizione dei Mercati obbligazionari ed azionari dobbiamo prima fare qualche chiarimento. Nonostante su internet di possano trovare risorse di ogni genere, la verità è che non tutto è noto per quanto riguarda gli investimenti in Borsa: durante delle conversazioni di Borsa con qualcuno infatti arriva sempre la fase in cui l'interlocutore inizia a chiedere “perché” ad ogni cosa.

 

Ma imparare ad investire in borsa può essere utile può essere utile anche nel caso in cui si abbia un consulente che gestisce il proprio portafoglio: conoscendo le regole del mercato si potrà controllare l'operato del consulente, e decidere se continuare ad affidare a lui i propri soldi. In linea generale, è importante capire cosa si sta facendo prima di fare mosse sul mercato se si vuole essere padrone dei propri liquidi.

 

Acquistare un e-Book sugli investimenti che spieghi in modo semplice ma approfondito come è fatta la borsa, cosa sono le azioni, come funzionano le obbligazioni o cosa sono i fondi di investimento può essere un ottimo modo per imparare ad investire in Borsa.

 

2. Imparare dai migliori

 

Quando si vuole imparare a fare qualcosa, il miglior modo di farlo è osservare chi è esperto in quel settore e prendere spunto dalle sue mosse. Per quanto riguarda gli investimenti online la regola non cambia: internet è pieno di biografie di investitori che spiegano i loro modi di investire in Borsa ed è utile per apprendere tecniche e strategie. Ogni informazione ottenuta rappresenta l'esperienza ed un piccolo mattone per costruire il proprio bagaglio culturale nel mondo degli investimenti. Detto questo non bisogna avere fretta: leggere qualche libro sugli investimenti online non garantisce il successo, né la ricchezza immediata.

 

3. Provare, provare, provare

 

Sbagliando si impara, dice il proverbio. La strategia migliore per imparare a muove i primi passi è quella di sperimentare.

 

Sapere investire in borsa vuol dire sapere quali fattori bisogna osservare e quali no per apprendere l'andamento di mercato. L'unico modo per farlo è quello di amrmarsi di pazienza e tentare tutte le strade possibili.

 

Cambiare strategia per vedere quale funziona e quale no, non è da considerarsi una perdita di tempo, ma l'unica vera strategia vincente.

 

4. Imparare dai propri sbagli

 

I neo investitori spesso non si rendono conto che investire in Borsa significa mettere a rischio il proprio capitale con possibilità di perderlo. Abbagliati dalla possibilità di realizzare profitti generosi in breve tempo, non è raro vederli perdere tutto nel giro di pochi istanti. Chi vuole imparare deve iniziare con investimenti di piccola entità e chiudere subito le operazioni la cui perdita è incontrollabile, anche se dispiaciuti della eventuale perdita. In Borsa i sensi di colpa non portano a nulla: controllare le proprie perdite e studiarle per capirne la motivazione è il modo più sicuro per proteggere i propri soldi. In questo modo il capitale sarà sempre salvo e si potrà rimanere sul mercato scegliendo altri investimenti, magari più promettenti.

 

5. Sfruttare la speculazione sul mercato

 

Si potrà imparare ad investire in borsa con grandi capitali, ottenendo buoni profitti, solamente una volta che tutte le fasi precedenti sono state completate alla perfezione.

 

Fare trading sui BTP, comprare e vendere azioni nella stessa giornata, scommettere sul ribasso di un’azione, di un indice o di un cambio di valuta: ecco qualche esempio di tutte attività che si considerano investimenti speculativi. Lo abbiamo segnalato come ultimo steps in quanto, vista la difficoltà, è adatto unicamente ai traders esperti.

 

 

 

 

 

 

 

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